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   <title><![CDATA[Pace in Medioriente]]></title>
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   <description><![CDATA[Cultura, educazione, arte e politica, al servizio della pace.]]></description>
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   <pubDate>Mon, 12 May 2008 10:19:20 +0200</pubDate>
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       <title>Pace in Medioriente</title>
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       <title><![CDATA[Manifestazione a Torino]]></title>
       <description><![CDATA[]]></description>
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       <pubDate>Mon, 12 May 2008 10:11:00 +0200</pubDate>
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       <title><![CDATA[Torino, ieri.]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img height="257" width="400" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reptorino/2008/05/10/1210438985928_26.jpg" alt="" /></div>]]></description>
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       <pubDate>Sun, 11 May 2008 17:22:00 +0200</pubDate>
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       <title><![CDATA[Appello di EJJP.]]></title>
       <description><![CDATA[<div style="TEXT-ALIGN: justify"><font size="3"><span class="occhiello" style="FONT-WEIGHT: bold">l'appello</span><br style="FONT-WEIGHT: bold" /><span class="titolo" style="FONT-WEIGHT: bold"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/11-Novembre-2006/art10.html" target="_blank"><font color="#ff9264">Beit Hanoun e il silenzio della Ue</font></a><br /><br /></span></font><span class="testo">La Ue deve intraprendere passi decisi e imparziali contro la catastrofe umanitaria a Gaza<br />Negli ultimi mesi, le azioni dell'esercito israeliano sono culminate nell'opprimere e nel perseguitare in modo intollerabile la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Le operazioni, cinicamente denominate nei mesi estivi &laquo;Pioggia d'estate&raquo;, e ora titolate &laquo;Nubi d'autunno&raquo;, hanno apportato morte a centinaia di palestinesi, per non menzionare mutilati e feriti, che spesso non recupereranno pi&ugrave; la salute. Solo tre giorni fa a Beit Hanoun (nel nord della Striscia di Gaza), l'esercito israeliano ha massacrato 19 palestinesi, donne e bambini sono le principali vittime di queste azioni atroci.<br />Questo avviene in nome della sicurezza? Le incursioni dell'esercito israeliano a Gaza non si possono giustificare usando come scusa che si lancino missili Qassam o che il soldato israeliano Gilad Shalit sia stato preso in ostaggio da militanti palestinesi. L'arbitraria e incommensurabile violenza dell'esercito israeliano, al contrario, ha probabilmente messo in pericolo la sua vita. L'uso della nuova arma, illegale e letale, chiamata Dime (Dense inert metal explosive), non ha alcuna giustificazione.<br />&Egrave; evidente che i costanti attacchi, psicologici e fisici, di notte e di giorno, non hanno altri motivi che non siano quelli di seminare terrore, dimostrare forza, tentar di spezzare la volont&agrave; e la legittima resistenza all'occupazione del popolo palestinese. Hamas non ha chiesto attacchi vendicativi, ma l'intervento internazionale. Quanti devono ancora morire, prima che la comunit&agrave; internazionale si assuma le proprie responsabilit&agrave;?<br />Secondo la Carta dell'Onu, Israele, come ogni altro paese della comunit&agrave; internazionale, deve essere giudicato, considerato responsabile e dissuaso dall'imporre guerre non dichiarate, dall'uccidere civili, dal devastare la natura, dal distruggere le attivit&agrave; e l'infrastruttura dei popoli al confine. <br />Come cittadini europei, non vogliamo restare in silenzio di fronte a crimini commessi contro una popolazione prigioniera e sotto occupazione, vittima di eventi della storia europea.<br />Come ebrei, non commetteremo lo stesso errore che abbiamo spesso rimproverato ad altri: restare in silenzio di fronte a crimini contro l'umanit&agrave;. Nell'anniversario del mostruoso pogrom del 9 novembre del 1938, dichiariamo ad alta voce, e con la massima chiarezza, che lo stato di Israele, con questi atti, insozza il nome e la reputazione degli ebrei, ovunque vivano.<br />&Egrave; essenziale che l'Unione europea intraprenda finalmente passi concreti, decisivi e imparziali, per costringere Israele a aderire alla legge internazionale. &Egrave; evidente che i paesi d'Europa dovrebbero interrompere le relazioni amichevoli e i legami commerciali con Israele, fin tanto che non rispetti i diritti umani fondamentali e continui con i crimini di guerra; l'interruzione dei rapporti avrebbe g&agrave; dovuto avvenire da tempo.<br />Chiediamo che l'Unione europea si dissoci dalle politiche medio-orientali degli Usa e che intraprenda indipendentemente una politica di pace, basata sulla Convenzione europea per i diritti umani.<br />Chiediamo un dibattito sulla questione nel Parlamento della Ue, come pure nei Parlamenti delle nazioni che ne fanno parte.<br />Chiediamo che l'Unione europea chiarisca al governo di Israele che la Ue non finanzier&agrave; e non sosterr&agrave; Israele fino a che non raggiunga un accordo di pace equo con il popolo palestinese, negli interessi di tutti, e della pace nel mondo.<br />Chiediamo che il popolo palestinese sia protetto dal dispiegamento di una forza di pace internazionale a Gaza e in Cisgiordania.<br /><br /><br />*** <em>Comitato esecutivo di Ebrei europei per una pace giusta (EJJP): <br />Dror Feiler, (presidente) Svezia; Dan Judelson, (segretario) G. B.; <br />Paula Abrams-Hourani, Austria; Paola Canarutto, Italia; Liliane Cordova Kaczerginski, Francia; <br />Fanny-Michaela Reisin, Germania; <br />Henri Wajnblum, Belgio</em></span></div>
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       <pubDate>Mon, 13 Nov 2006 10:25:00 +0100</pubDate>
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   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/785380.html"><img alt="" src="http://www.haaretz.com/hasite/images/iht_daily/D081106/gaza_child300_reu.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td class="t16red" valign="top" colspan="2"><strong>Sources: Most of the dead are women and children</strong></td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" colspan="2"><img height="5" src="http://www.haaretz.com/hasen/images/0.gif" width="123" border="0" alt="" /></td>
        </tr>
        <tr>
            <td class="t18B" valign="top" colspan="2">19 Palestinians killed in IDF shelling in northern Gaza</td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" colspan="2"><img height="3" src="http://www.haaretz.com/hasen/images/0.gif" width="10" border="0" alt="" /></td>
        </tr>
        <tr>
            <td class="t11B" valign="top" colspan="2">By Avi Issacharoff and <a class="tUbl2" href="mailto:contact@haaretz.co.il">Amos Harel</a>, Haaretz Correspondents, Haaretz Service and News Agencies</td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" colspan="2"><img height="5" src="http://www.haaretz.com/hasen/images/0.gif" width="10" border="0" alt="" /></td>
        </tr>
        <tr>
            <td colspan="3">
            <p lang="en" align="justify"><span class="t13">Israel Defense Forces artillery shells struck a residential area in the northern Gaza town of Beit Hanun early Wednesday, killing at least 19 Palestinians and wounding dozens of others. </span></p>
            <p lang="en"><span class="t13"><a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/785380.html">http://www.haaretz.com/hasen/spages/785380.html</a></span></p>
            <p lang="en"><span class="t13"><br /></span></p>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>]]></description>
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       <pubDate>Wed, 08 Nov 2006 13:18:00 +0100</pubDate>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[]]></title>
       <description><![CDATA[<h5 align="center">
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma" color="black"><span style="font-weight: bold; font-size: 26pt; color: black; font-family: Tahoma;">18 marzo 2006</span></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><span style="font-weight: bold; font-size: 26pt; font-family: Tahoma;">LA PACE AL PRIMO POSTO</span></font></font></p>
<font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;"><font size="4" face="Arial"> </font>
<p align="left" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="4" face="Arial"><br />L&rsquo;Assemblea Nazionale del Movimento contro la guerra</font></p>
<p align="left" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="4" face="Arial">tenuta a Firenze l&rsquo;11 e il 12 febbraio,<br /></font><br />alla quale hanno partecipato 320 rappresentanti di organizzazioni, reti, gruppi locali italiani,</p>
</span></font></font></font></font></font>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">raccogliendo gli appelli internazionali del Forum Sociale Europeo e del Forum Sociale Mondiale<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">e impegnandosi ad un proprio appello specifico per i diritti e la libera circolazione di migranti e richiedenti asilo<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;"><br /><font size="4"><u>fa appello</u></font></span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">alla mobilitazione per il 18 marzo 2006,</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">terzo anniversario della guerra all&rsquo;Iraq,<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni,</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">che sar&agrave; preceduta da tante iniziative<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">promosse in tutta Italia da reti, organizzazioni e movimenti</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">sulle diverse tematiche dell&rsquo;impegno contro la guerra e per la pace,<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">per il disarmo, per i diritti, per una nuova politica estera.</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">Invitiamo tutti e tutte a dare vita il 18 marzo<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">a una giornata di mobilitazione nazionale a Roma</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">per dire:<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">la pace al primo posto,<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">mai pi&ugrave; guerra,<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">la pace &egrave; l&rsquo;unica sicurezza</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;"><font size="4">Il 18 marzo a Roma si terranno:</font><br /><br />in mattinata<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;"><font size="4"><u>l&rsquo;incontro</u></font>&nbsp;dei &ldquo;soldati contro la guerra&rdquo;<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">con la partecipazione di refusnik di diversi paesi</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">nel primo pomeriggio<br /><u><font size="4">un corteo</font><br /></u></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">che verr&agrave; aperto dallo striscione<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">&ldquo;la pace al primo posto&rdquo;<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">a cui chiediamo di partecipare portando<br /></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">una bandiera della pace</span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">nel tardo pomeriggio</span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;"><br /><u><font size="4">il concerto</font><br /></u></span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; font-family: Courier New;">di giovani dei campi profughi palestinesi<br /><br />---------------------<br /></span></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Tahoma" color="black"><span style="font-weight: bold; font-size: 10pt; color: black; font-family: Tahoma;">appello del Forum Sociale Europeo<br /><br /></span></font><font size="4" face="Tahoma" color="black"><span style="font-weight: bold; font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Tahoma;">GIORNATA INTERNAZIONALE <br />CONTRO LA GUERRA E LE OCCUPAZIONI<br /></span></font><font size="1" face="Tahoma" color="black"><span style="font-weight: bold; font-size: 7.5pt; color: black; font-family: Tahoma;"><br /></span></font><font size="4" face="Tahoma" color="black"><span style="font-weight: bold; font-size: 13.5pt; color: black; font-family: Tahoma;">MAI PIU&rsquo; GUERRA<br />LA PACE&nbsp;E&rsquo; L&rsquo;UNICA SICUREZZA<br /></span></font><font size="2" face="Courier New" color="black"><span style="font-size: 10pt; color: black; font-family: Courier New;"></span></font></font></font></font></font></p>
<p align="left"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New" color="black">Tre anni fa, una coalizione guidata dal Governo USA diede avvio alla guerra contro l&rsquo;Iraq.<br />Oggi, le ragioni per mobilitarsi contro la guerra sono sempre pi&ugrave; evidenti.<br />Il 18 marzo 2006 manifesteremo in tutta Europa, insieme ai movimenti statunitensi e globali per l&rsquo;immediato e incondizionato ritiro di tutte le truppe straniere dall&rsquo;Iraq contro la guerra preventiva, la sua estensione alla Siria, all&rsquo;Iran e al Medio Oriente; per una soluzione pacifica della questione kurda per la fine dell&rsquo;occupazione israeliana dei territori palestinesi e di Gerusalemme Est, per l&rsquo;attuazione di tutte le risoluzioni internazionali, per una pace giusta fra Israele e Palestina, per la creazione di uno stato palestinese indipendente per il disarmo, la riduzione delle spese militari, l&rsquo;eliminazione delle basi militari straniere e delle armi di distruzione di massa per politiche estere alternative, che rifiutino le logiche neoliberiste e costruiscano relazioni eque fra i popoli per il rispetto dei diritti umani, la difesa delle libert&agrave; democratiche e civili contro la repressione, la fine delle torture, delle detenzioni illegali, delle prigioni segrete.<br /><br /></font></font></font></font></font></p>
<p align="center" style="text-align: center;" class="MsoNormal"><font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><font size="2"><font size="2" face="Courier New"><span style="font-size: 10pt; font-family: Courier New;">Nei prossimi giorni sar&agrave; possibile trovare sul sito <a href="http://www.18marzo.unmondodiverso.it/" title="http://www.18marzo.unmondodiverso.it/">www.18marzo.unmondodiverso.it</a> </span></font><font size="2" face="Courier New"><span style="font-size: 10pt; font-family: Courier New;">i report delle diverse sessioni tematiche dell&rsquo;Assemblea di Firenze. </span></font></font></font></font></font></p>
</h5>
<font size="7"><font size="6" face="Tahoma"><font face="Times New Roman"><br /></font></font></font>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 24 Feb 2006 21:31:00 +0100</pubDate>
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       <title><![CDATA[Evento Muro.]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="center"><strong><font size="6"><em><span style="font-size: 9pt;">Laboratorio Ronit Dovrat artista israeliana</span></em></font></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div align="center"><strong><em><span style="font-size: 9pt;">EVENTO/MURO</span></em></strong></div>
<div align="center"><span style="font-size: 9pt;">4 dicembre 2005 &ndash; 7 gennaio 2006</span></div>
<div align="center"><span style="font-size: 9pt;">Cortile del Palazzo Ducale</span></div>
<div align="center"><span style="font-size: 9pt;">Massa</span></div>
<div><strong><font size="6"><em><span style="font-size: 9pt;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></em></font></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="font-size: 9pt;">I<font size="2" face="Arial">l Palazzo Ducale di Massa ospita in anteprima nel proprio cortile un evento artistico di grande valenza civica e politica. Si tratta dell&rsquo;<em>Evento/Muro</em>, installazione ideata e proposta dall&rsquo;artista israeliana <strong>Ronit Dovrat</strong>, che nella provincia di Massa ha scelto di risiedere e svolgere la propria attivit&agrave;.</font></span></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Le sanzioni emesse contro il muro dalla Corte Internazionale dell&rsquo;Aja e la campagna internazionale di denuncia e opposizione non hanno ancora fermato la costruzione del&nbsp;muro</span><strong><span style="font-size: 11pt;">.</span></strong></font></p>
<div><font size="2" face="Arial"><strong>&nbsp;</strong></font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">CHILOMETRI DI CEMENTO ARMATO PER OTTO METRI DI ALTEZZA, FILO SPINATO PER TUTTA LA SUA LUNGHEZZA, CENTINAIA DI BULDOZZER, SOLDATI, CARRI ARMATI, CHECK POINTS</span></strong><span style="font-size: 11pt;">.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">E&rsquo; questo il paesaggio della Palestina disegnato e realizzato dal governo israeliano. Paesaggio di separazione e distruzione, umiliazione e discriminazione, sofferenza e morte. </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Morte &egrave; il significato immediato di questo paesaggio. Morte dell&rsquo;ambiente, della natura, dell&rsquo;essere umano. Morte nel presente, morte del futuro.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">Cosi si chiude</span></strong><span style="font-size: 11pt;"> la vita dentro il muro oltre il quale, forse ancora solo per un po&rsquo;, si pu&ograve; alzare gli occhi e guardare il cielo.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">I miei occhi cercano le colline, i villaggi, le terre coltivate, gli uliveti, le donne e gli uomini, i vecchi seduti a guardare i loro campi. Cerco i bambini che giocano, le loro voci.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">Sono israeliana</span></strong><span style="font-size: 11pt;">. Non &egrave; vero che la storia ci insegna. Non abbiamo imparato nulla.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">La memoria &egrave; corta. La felicit&agrave; della caduta del muro di Berlino, solo pochi anni fa, non impedisce di costruire, oggi, nuovi muri. </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Se ne possono sempre dare motivazioni, si pu&ograve; spiegare la differenza tra un muro e l&rsquo;altro, ma il fatto &egrave; che si sta costruendo un muro e questo muro &egrave; il simbolo della volont&agrave; di trasformare la vita in un inferno&hellip;</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Il mio corpo, il mio cuore, la mia anima sono circondati dal muro. </span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">Sono israeliana</span></strong><span style="font-size: 11pt;">. La mia vita non pu&ograve; essere serena, felice, tranquilla finch&eacute; non lo &egrave; anche per chi vive dall&rsquo;altra parte del muro. </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Che vita hanno e avranno i bambini palestinesi? Come crescono i bambini israeliani sapendo che i loro genitori costruiscono un muro per il loro futuro?</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Finch&eacute; soffrono i bambini palestinesi, nessun muro potr&agrave; assicurare la vita dei bambini israeliani.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Nessun muro pu&ograve; nascondere la verit&agrave;.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">Sento il bisogno di gridare</span></strong><span style="font-size: 11pt;">. Un grido alto per far svegliare chi lascia che questo muro si realizzi.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Dalla mia sofferenza, pure condivisa da molti israeliani, nasce il bisogno di realizzare qualcosa che incorpori questo grido e raggiunga la gente distratta, sorda, indifferente. </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Qualcosa che trasporti il muro nei luoghi dove il quieto vivere quotidiano si svolge fisicamente e mentalmente lontano dai territori e dal dramma del popolo palestinese. </span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><strong><span style="font-size: 11pt;">Mi domando</span></strong><span style="font-size: 11pt;">: cosa accade se ci si trova fisicamente davanti a un muro, materialmente vero e non pi&ugrave; solo visto distrattamente in TV o solo immaginato? </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial">Cosa si prova a trovarselo davanti all&rsquo;improvviso, un muro, imponente e invalicabile, che ostruisce il nostro sguardo, blocca il nostro passo, separa da tutto il mondo che vive al di l&agrave; di esso e impedisce ogni contatto con l&rsquo;altro. Con l&rsquo;altro che nello stesso istante si trova a vivere la stessa esperienza. </font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Da queste considerazioni e domande &egrave; nata l&rsquo;idea di realizzare l&rsquo;installazione di un <em>Muro</em> da collocare in luoghi di alta frequentazione, l&agrave; dove abitualmente&nbsp;si va per necessit&agrave; e per abitudini quotidiane. Irrompere, con un muro reale, nella normalit&agrave; di quella libert&agrave; di movimenti e relazioni, data per scontata da ciascuno di noi. Farne cos&igrave; esperire la realt&agrave; con tutti i sensi.</span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 11pt;">Provocare, con esso, sensazioni emozioni reazioni domande riflessioni azioni: &egrave; non solo una speranza, ma una necessit&agrave; e un&rsquo;urgenza. Improrogabili.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
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<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt;">IL MURO, realizzato in cemento prefabbricato,&nbsp;&egrave; alto 3,50 metri e lungo 9 metri; filo spinato in alto, per tutta la lunghezza. </span></font></p>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt;">Un&rsquo; <strong>altalena a bilancia</strong> lo attraversa, sporgendo sui due lati. Perch&eacute; l&rsquo;altalena funzioni &egrave; necessario che vi salgano due bambini allo stesso tempo, da una parte e dall&rsquo;altra del Muro: un evento di relazione che il Muro impedisce o rende estremamente difficile. </span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext;">EVENTO/MURO sar&agrave; <strong>itinerante in Italia e in&nbsp;Europa</strong> e toccher&agrave; citt&agrave; di alta rilevanza storico-simbolica. </span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext;">La documentazione dell&rsquo;intero percorso &ndash; materiali audiovisivi e fotografici, contributi pi&ugrave; significativi emersi nelle diverse citt&agrave; -&nbsp;sar&agrave; raccolta in un <strong>libro</strong> e in un <strong>DVD</strong>.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<p><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt; color: windowtext;">EVENTO/MURO &egrave; realizzato con il patrocinio e il sostegno della PROVINCIA DI MASSA e dell&rsquo; ICFA- Fondazione per la Cultura Italiana-Onlus, in base agli intenti sociali dello statuto associativo.</span></font></p>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Arial"><span style="font-size: 9pt; font-style: normal;">Ideazione artistica</span><span style="font-size: 9pt;"> Ronit Dovrat&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="font-size: 9pt; font-style: normal;">Consulenza:</span><span style="font-size: 9pt;"> arch. Paolo Riani&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="font-size: 9pt; font-style: normal;">Cura e coordinamento</span><span style="font-size: 9pt;">: Rita Scrimieri</span></font></div>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">&nbsp;</font></div>]]></description>
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       <pubDate>Sat, 17 Dec 2005 23:20:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=1076"><![CDATA[Evento Muro.]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Una risposta a Fassino.]]></title>
       <description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3"><strong><br />EBREI CONTRO L'OCCUPAZIONE<br /><br /><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/30-Novembre-2005/art97.html">On. Fassino, possibile tanta disinformazione?</a><br /><br /></strong></font>On. Fassino, abbiamo seguito la sua azione per la costituzione di una &laquo;sinistra per Israele&raquo;, ed abbiamo preso nota dei suoi ingiustificabili attacchi contro il giornale il manifesto. A nostro avviso, il manifesto &egrave; l'unico quotidiano italiano che abbia, costantemente, preso posizione per la pace in Palestina-Israele, sostenendo i diritti del popolo palestinese ad un suo Stato indipendente, cos&igrave; prendendo chiaramente posizione a favore della pace nella regione.<br /><br />Purtroppo, nei suoi recentissimi interventi lei, on. Fassino, sembra fare una inammissibile confusione tra &laquo;questione ebraica&raquo; e Stato di Israele, due concetti assolutamente non coincidenti. Dopo la caduta del nazi-fascismo, nei Paesi liberi e democratici la &laquo;questione ebraica&raquo; come tale non esiste pi&ugrave;, ed esiste invece il problema di estirpare il razzismo che si manifesta oggi soprattutto come anti-arabismo ed anti-islamismo, ed in genere con l'avversione al &laquo;diverso&raquo;.<br /><br />Lo Stato di Israele non &egrave;, come lei e molti a sinistra ed a destra sembrate pensare, uno stato democratico: Israele &egrave; e vuole essere uno Stato ebraico, cio&egrave; uno stato in cui solo i cittadini di una certa etnia e/o religione hanno pieni diritti. I cittadini israeliani di diversa &laquo;etnia&raquo;, per l'enorme maggioranza arabi, non hanno fondamentali diritti: come l'acquistare case e terre in qualsiasi luogo dello Stato, l'accesso ai finanziamenti del Fondo nazionale ebraico (riservati agli ebrei che risiedano o no in Israele); sono pesantemente sfavoriti per quanto riguarda istruzione e assistenza sanitaria. Inoltre, lei dovrebbe sapere che in molti casi cittadini israeliani arabi (sono circa il 20% della popolazione dello Stato) hanno avuto ed hanno limitazioni al trasferire il coniuge in Israele, e israeliani ebrei incontrano difficolt&agrave; a volte insormontabili a sposare un/a arabo/a. Infine la politica costante di tutti i governi israeliani da quello di Ben Gurion a quello odierno (con forse l'eccezione di Rabin, finita con il suo assassinio) &egrave; stata nei fatti (anche se non sempre a parole) di impedire la costituzione dello Stato palestinese. Oggi, oltre 400 mila coloni ebrei sono solidamente impiantati nei Territori destinati dall'Onu ad esser sede dello Stato palestinese (solo il 22% della Palestina), ma occupati da Israele. Essi sono protetti dal pi&ugrave; potente esercito della regione, dotato anche di armi atomiche. Un durissimo regime di occupazione che usa le armi e pratica la rappresaglia contro i civili quando si verifichino atti di terrorismo e anche senza, impedisce i movimenti ai palestinesi, compresi quelli per raggiungere scuole, ospedali ed il luogo di lavoro. Il Muro dell'apartheid separa le case dei contadini dalle loro terre, ed i membri delle famiglie tra loro.<br /><br />Il manifesto della &laquo;sinistra per Israele&raquo; sostiene di appoggiare &laquo;le legittime rivendicazioni nazionali palestinesi&raquo;, ma nello stesso tempo chiede &laquo;alla dirigenza palestinese di superare definitivamente ogni diffidenza verso trattative di pace&raquo;. Forse non vi siete accorti che le trattative, iniziate con Rabin pi&ugrave; di 10 anni fa per far nascere uno Stato palestinese accanto a Israele (il popolo palestinese le ha approvate votando a grande maggioranza per Arafat nel 1996 e per Abu Mazen nel 2005), sono state svuotate dai continui rinvii israeliani, che hanno permesso di realizzare, nel frattempo, una massiccia costruzione di insediamenti nei territori palestinesi, tanto che oggi &egrave; quasi impossibile figurarsi dove potrebbe organizzarsi questo nuovo Stato. Gi&agrave; la &laquo;generosa offerta&raquo;, di Barak era uno Stato su poco pi&ugrave; della met&agrave; del territorio promesso da Rabin. Ora, con la costruzione del muro e l'annessione di molti territori intorno a / e in Gerusalemme est, con il conseguente spezzettamento della Cisgiordania in frammenti non comunicanti, lo stato si ridurrebbe a questi frammenti pi&ugrave; Gaza. Pensate davvero che i palestinesi debbano &laquo;superare definitivamente ogni diffidenza&raquo; verso proposte di questo tipo?<br /><br />Ci sorprendiamo della sua apparente disinformazione su questi fatti, che persone di buona fede di tutti i Paesi, Israele compreso, hanno abbondantemente documentato. Gli amici di Israele dovrebbero, invece che blandirlo, non risparmiargli critiche, per aiutarlo a fare il grande passo e diventare un Paese normale. Le consigliamo pertanto di leggere la continua informazione dei gruppi ed associazioni israeliane e palestinesi che si oppongono alla politica di sopraffazione del loro governo: Gush-Shalom, ICAHD, B'Tselem, Taayush, AIC, Rabbini per i diritti umani, Medici per i diritti umani, New Profile, Bat Shalom, i Refuseniks. Anche il centro palestinese Rapproachement potrebbe esserle utile per informarsi sullo stato delle cose, e per rendersi conto delle idee e propositi delle persone attive per la pace e la libert&agrave; democratica.<br /><br />Noi, elettori dell'Unione, ci aspettiamo che lei ed i suoi colleghi prendiate una posizione allo stesso tempo umana, civile e democratica sui diritti palestinesi, contro l'arroganza razzista e quindi per la pace senza aggettivi.<br /><br />Salutandola cordialmente,<br /><br /><strong>Ebrei contro l'occupazione<br /><br />Fiamma Bianchi Bandinelli<br /><br />Gianna Taverna<br /></strong></div>]]></description>
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       <pubDate>Thu, 01 Dec 2005 12:47:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=1075"><![CDATA[Una risposta a Fassino.]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Le verità di Rashid - da "Il Manifesto".]]></title>
       <description><![CDATA[ 
<br /><div align="justify"><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/01-Dicembre-2004/art94.html"><b>Le verità di Rashid</b></a><br /><br />L'operazione «Muraglia di difesa» era finita da qualche giorno. I carri armati israeliani toglievano l'assedio anche alla Muqata. Insieme al presidente Arafat, nella Muqata c'era la mia amica Neta Golan, la pacifista israeliana fondatrice dell'International solidarity movement. Ero a Gerusalemme e andai immediatamente a Ramallah per abbracciarla. Fu in quell'occasione che ebbi modo di constatare di persona che Fiamma Nirenstein è una vera giornalista. Seria e professionale, di quelle che indagano a fondo, che lavorano sodo per produrre informazione corretta. Era tardi, la conferenza stampa era finita. Non c'era molta folla nel piazzale davanti alla Muqata, da un lato un piccolo assembramento. Giornalisti italiani che circondavano l'inviato dell'Ansa, per farsi raccontare la conferenza stampa alla quale evidentemente non avevano partecipato. Fiamma Nirenstein era particolarmente agitata. Saltellava nervosamente chiedendo con insistenza: «Ha detto shahid? Ha detto shahid? Ha detto shahid?». Sembrava essere l'unica cosa che la interessasse davvero. No, non l'aveva detto. Peccato. Poter abbinare al presidente Arafat una citazione con la parola shahid, martire (con la quale si definiscono gli attentatori suicidi), sarebbe stato un colpaccio. Trovandomi a Ramallah, non ebbi modo di leggere il risultato di una così seria indagine giornalistica. Peccato. È uno dei tanti episodi che qualificano il livello dell'informazione che in Italia si fornisce sullo scempio, sulle ingiustizie, sulle violazioni dei diritti umani, sui crimini di guerra che quotidianamente l'esercito israeliano compie nei territori palestinesi occupati. Ricordo ad esempio un servizio di un tg nazionale in cui si parlava delle rappresaglie (illegali ai sensi della legislazione internazionale) seguite a un attentato suicida in territorio israeliano. Come sempre vennero distrutte case, feriti e uccisi molti civili innocenti. Le immagini, che corredavano il servizio, erano quelle delle ambulanze che soccorrevano le vittime israeliane dell'attentato. Di quelle palestinesi si parlava, poco, ma non era dato vederle. Ora a nasconderle, oltre alla (dis)informazione, c'è anche un muro di cemento alto otto metri. &#91;...&#93;<br /><br />Ali Rashid, un palestinese, un intellettuale, un laico, un democratico, una persona onesta, un amico, ha parlato di questa semplice verità.<br /><br />Ha fatto bene.<br /><br /><b>Sveva Haertter</b>, Comitato esecutivo di «Ebrei europei per una pace giusta» <br /><br /> 
 
</div> 
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       <pubDate>Thu, 02 Dec 2004 14:58:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=405"><![CDATA[Le verità di Rashid - da "Il Manifesto".]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[No comment.]]></title>
       <description><![CDATA[<p><br /><a href="http://www.imemc.org/headlines/2004/November/week4/112704/with%20no%20comments.htm"><strong>2- No Comments Ghassan Andoni-IMEMC, November 27, 2004</strong></a></p><p>The Wireless exchange between soldiers prior to the confirm Killing of Iman Alhamas 13, at the Girit outpost near Rafah. Recorded and broadcasted by Israeli TV channel 2.</p><p>-we identified an Arab female 100m from the gate of the outpost</p><p>=what did you see?</p><p>-Root, we saw one on &quot;two legs&quot; 100m away from the post.</p><p>=Sfard, can you see her?</p><p>--positive, a little girl running, the target is moving to the east.</p><p>=define the position.</p><p>--north of Morshah</p><p>=position not correct</p><p>--she is now behind the digger, she is dying of fear, shots passed few centimeters from her.</p><p>=they are shooting at her; our soldiers are 70m away from her.</p><p>--I believe one of our posts &quot;brought her down&quot;</p><p>=what? Did you see that she was hit? did she fell down?</p><p>--yes, and she is not moving.</p><p>=received.</p><p>--I and Jefro are moving forward to confirm the killing, cover for us. The situation is as follows: we conducted orders and fired at her, she wears jeans, a T-shirt, and a head cover. Killing confirmed.</p><p>=received</p><p>=any thing that moves in this domain, even if a three years old should be killed.</p><p>For more information please visit our website on <a href="http://www.imemc.org">www.imemc.org</a></p><p />]]></description>
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       <pubDate>Sun, 28 Nov 2004 11:53:00 +0100</pubDate>
       <dc:creator>gt</dc:creator>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Luisa Morgantini - Tutte le occupazioni militari sono crimini.]]></title>
       <description><![CDATA[<br /><p align="justify"><br /><strong>Una lettera di Luisa Morgantini.</strong><br /><br />Care tutte e tutti,<br />confesso: tra i miei desideri c'è la fine degli eserciti e della produzione delle armi. Essere soldati non va mai bene, ma anche qui, come si sa, bisogna fare delle distinzioni. Se infatti, da una parte è straordinario e positivo il coraggio di quanti, in Israele, sono riusciti a dire &quot;no!&quot;, rifiutandosi di obbedire ad ordini immorali, illegali e distruttivi, il coraggio dei giovani che non vogliono servire in un esercito di occupazione, dei militari che si rifiutano di servire nei territori occupati, dei piloti che hanno disobbedito al comando che li voleva carnefici di civili a Gaza e in Cisgiordania, dall'altra ci si rende conto sempre più tragicamente che l'orrore, in realtà, non ha mai fine.<br />Le ultime vergognose e sconvolgenti immagini che provengono dai territori palestinesi occupati che mostrano alcuni soldati che si accaniscono sui resti del corpo di un palestinese, e si fanno fotografare mentre infilano nella bocca della sua testa staccata una sigaretta appena accesa, se da una parte fanno orrore, dall'altro inducono a constatare, una volta di più, la tragica disumanizzazione in atto. L'accanimento con cui i soldati si scagliano contro le loro vittime disgusta, ma ancor più di questo è che cose del genere siano tollerate dalle gerarchie di comando, come di fatto é accaduto poche settimane fa per il capitano che dopo aver ferito la studentessa di tredici anni Imam al-Ams, la giustizio' freddamente con ventuno colpi, mentre era ancora viva, ferita ma viva. Ma si sa tutte le occupazioni militari sono crimini, non esistono occupazioni che non infliggono torture.<br />L'orrore che provo e sono sicura proviamo di fronte a casi del genere si associa alla tristezza e allo sconforto che mi assale nel leggere notizie come quella che vi riporto qui sotto. Se infatti da una parte vi è il coraggioso rifiuto di quanti hanno scelto di non essere parte di questa macchina della morte, sono in corso in Israele e nelle colonie, forme diverse di rifiuto nei confronti dell'esercito, con premesse, motivazioni e conseguenze opposte.<br />Circa 3000 soldati israeliani, per la maggior parte riservisti, hanno infatti firmato una petizione in cui dichiarano che non prenderanno parte alle operazioni di evacuazione delle colonie, in programma con il piano di ritiro di Sharon. Contemporaneamente sta girando un'altra petizione lanciata daglia abitanti dell' insediamento di Gush Katif che dichiara: &quot;Gli esiliati di Gush Katif esilieranno se stessi dalle Forze di Difesa Israeliana e dallo Stato&quot;, sottolineando che se il piano di ritiro di Sharon sarà implementato, tutti i firmatari della petizione &quot;i loro figli, i loro nipoti e tutti i membri della famiglia saranno costretti a rifiutarsi di servire in tutte le forze di sicurezza, sia essa la Polizia o l'esercito, regolare o di riserva.&quot;<br />Si tratta di una condivisione di intenti e obiettivi tra i militari ed i coloni, ed una dichiarazione di collaborazione per opporsi &quot;alle scelte del dittatore Sharon&quot;, in realtà considerato il padre dei coloni.<br />E' curioso notare come tra i primi firmatari di questo &quot;programma di disimpegno&quot; dall'esercito c'é David Matar, il marito di Nadia Matar, la leader del movimento delle &quot;Donne in Verde&quot;, di cui vi ho inviato qualche settimana fa una intervista, che vi ricordo si descrivono come &quot;le donne per il domani di Israele, nonne, madri, mogli e figlie casalinghe e professioniste, laiche e religiose, tutte unite assieme dalla condivisione del loro amore, devozione e preoccupazione per Israele&quot;.<br />Tra le tante voci positive provenienti da Israele che contribuiscono ad alimentare la nostra speranza, e a convincerci che una pace giusta con il riconoscimento reciproco dei due popoli con due Stati sia davvero possibile, purtroppo ce ne sono altre terribili e distruttive come queste, che portano avanti campagne indecenti e fondate su presupposti irragionevoli e irrealisti. Proprio per questo credo che sia giusto ed utile far sentire il nostro sostegno e la nostra solidarietà agli amici e amiche israeliane che credono come noi nella realizzazione di uno Stato per il popolo palestinese, accanto ad Israele, condannando lo scempio del muro e l'occupazione in tutte le sue forme. <br />In certi momenti bisogna farsi forza e continuare a crederci, anche quando lo sconforto si fa sentire perché, come dice Herman Bloch &quot;l'utopia é un principio di lotta &quot; ed io aggiungo di cambiamento.<br />Un saluto.<br />Luisa Morgantini</p><p align="justify">________________________________________________________________</p><p align="justify">3000 soldati firmano la petizione che non prenderanno parte alle azioni di evacuazione delle colonie</p><p align="justify">di Nadav Shragai</p><p align="justify">Haaretz, 19 Novembre 2004</p><p align="justify">Un gruppo conosciuto con il nome di &quot;Scudo Difensivo&quot; ha raccolto le firme di 3000 soldati, per la maggior parte riservisti, che hanno dichiarato che non lasceranno gli insediamenti come previsto dal piano di ritiro del Primo Ministro Ariel Sharon.<br />Il gruppo é capeggiato da Noam Livnat, fratello del Ministro dell'Educazione Limor Livnat. Livnat ha dichiarato che quando avrà raggiunto 10000 firme, la petizione sarà presentata al Primo Ministro e al Capo di Stato.<br />Scudo Difensivo ha anche dichiarato di avere intenzione di prendere provvedimenti contro qualsiasi ufficiale che parteciperà al piano di evacuazione. Il leader di Scudo Difensivo ha anche in programma di cercare sostegno tra la comunità dei Drusi, molti membri della quale servono nelle Forze di Difesa Israeliana e nella Polizia di Frontiera.<br />Noam Livnat ha dichiarato che il loro obiettivo é quello di evitare che l'ordine di evacuazione venga dato in anticipo, e di rifiutarsi di prendere parte indirettamente ad ogni azione di smantellamento degli insediamenti - incluso il rifiutarsi di rispondere alla chiamata di riserva per rimpiazzare i soldati mandati ad evacuare i coloni.<br />A Gush Katif, nel frattempo, sta circolando un'altra petizione, nella quale si dichiara che se il piano di ritiro sarà implementato, i firmatari, i loro figli e nipoti ed ogni altro membro della famiglia non servirà in alcun modo nell'esercito. La petizione sta girando anche su internet.<br />Fino ad ora parecchie dozzine di persone hanno sottoscritto la petizione. Dicono di avere in progetto una raccolta di firme da tutto il paese per la loro &quot;dichiarazione di disimpegno&quot;, e che organizzeranno un movimento per sostenerli.<br />&quot;Se ci tagliano fuori dal resto della nazione noi porteremo avanti questa azione di disimpegno. Se non lo faranno, neppure noi porteremo avanti il nostro programma.&quot;<br />David Matar, presidente del Comitato Medico del centro di addestramento militare di Gerusalemme, ha annunciato ieri che avrebbe riconsegnato il suo documento da riservista all'esercito. Matar é il marito di Nadia Matar, la leader del movimento di destra delle &quot;Donne in Verde&quot;.<br />&quot;Non posso servire in un esercito che ha in progetto di esiliare degli Ebrei, e, cosi' facendo, di dichiarare guerra a gran parte della nazione,&quot; ha scritto in una lettera al Direttore del Personale delle Forze di Difesa Israeliane.<br />Ieri Labor MK Eitan Cabel ha chiesto una risposta al Direttore . &quot;Il rifiuto, da destra come da sinistra, é un fenomeno estremamente pericoloso che potremme distruggere la società israeliana&quot;, ha scritto Cabel al comandante dell'IDF.<br /><br />Haaretz, 18 Novembre 2004<br /><br />     <em>(Traduzione dall'inglese di Giulia Franchi)</em></p>]]></description>
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       <pubDate>Sat, 27 Nov 2004 22:24:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=403"><![CDATA[Luisa Morgantini - Tutte le occupazioni militari sono crimini.]]></source>
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       <title><![CDATA[Obiezione di coscienza in Israele: perchè?]]></title>
       <description><![CDATA[<p><br /><em>Shomrei HaShalom - Kidmà presenta:</em><br /><strong>ZAHAL: OBIEZIONE DI COSCIENZA IN ISRAELE: PERCHÉ?</strong><br />DOMENICA 28 NOVEMBRE ORE 21:00<br />Via San Gimignano 10, Milano<br /><br />Interverrà <strong>Matan Kaminer</strong>, Un giovane israeliano che si oppone al servizio militare ed ha dovuto per questo affrontare la detenzione in carcere.<br />Durante la serata verrà trasmessa un'intervista a Manuela Dviri Norsa.</p><p />]]></description>
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       <pubDate>Fri, 26 Nov 2004 13:42:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=402"><![CDATA[Obiezione di coscienza in Israele: perchè?]]></source>
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       <title><![CDATA[La parola a Vauro.]]></title>
       <description><![CDATA[<p></p><p align="center"><img hspace="0" src="http://web.tiscali.it/reteartesp/vauro%20Ali.GIF" align="baseline" border="0" /></p><p align="center" />]]></description>
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       <pubDate>Fri, 26 Nov 2004 09:03:00 +0100</pubDate>
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   <item>
       <title><![CDATA[Appello contro il "Muro".]]></title>
       <description><![CDATA[<br /><div align="justify">Chi vuole la pace non costruisce muri ma ponti, chi vuole la pace non cerca di separare ma cerca il dialogo, il reciproco riconoscimento. Chi vuole la pace non è insensibile alle sofferenze dellaltro ma ha umanità per laltro. Il muro di Sharon, con il suo percorso, ruba terra ai palestinesi annettendola di fatto a Israele e crea dei bantustan che rendono sempre più frazionato il territorio e sempre più invivibile la vita dei palestinesi. In certi punti, come a Qalqiliya, crea veri e propri ghetti. Noi ebrei non possiamo chiudere gli altri nei ghetti, perché noi siamo stati chiusi nei ghetti!<br />Siamo contrari al muro della separazione che cerca di minare ogni prospettiva di pace tra israeliani e palestinesi rendendo il loro futuro sempre più incerto.<br /><br />Paolo Amati <br />Paola Canarutto<br />Giorgio Canarutto<br />Lucio Damascelli<br />Marina Del Monte<br />Annapaola  Formiggini<br />Giorgio Forti<br />Nicoletta  Gandus<br />Joan Haim<br />Marco Luzzatti<br />Ernesto Muggia<br />Ida Muggia<br />Carla Ortona<br />Daniela Ottolenghi<br />Laura Pesaro<br />Eleano Rabà<br />Marco Ramazzotti<br />Liat Rogel<br />Susanna Sinigaglia<br />Renata Sarfati<br />Stefano Sarfati Nahmad<br />Eva Schwarzwald<br />Ornella Terracini<br />Rebecca  Zanuso<br /></div><br />

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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Thu, 25 Nov 2004 20:16:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=400"><![CDATA[Appello contro il "Muro".]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Deliri su Alì Rashid.]]></title>
       <description><![CDATA[<p></p><p>Di seguito i link ai deliri di Informazione Corretta:</p><p><font size="2"><a target="_blank" href="http://www.informazionecorretta.com/showPage.php?template=rassegna&id=4583" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">http://www.informazionecorrett<wbr />a.com/showPage.php?template<wbr />=rassegna&amp;id=4583</a><br /><a target="_blank" href="http://www.informazionecorretta.com/showPage.php?template=rassegna&id=4593" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)">http://www.informazionecorrett<wbr />a.com/showPage.php?template<wbr />=rassegna&amp;id=4593</a></font></p><p></p><p><font size="2"><a target="_blank" href="http://www.informazionecorretta.com/showPage.php?template=rassegna&id=4593" onclick="return top.js.OpenExtLink(window,event,this)"></a></font></p>

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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Wed, 24 Nov 2004 17:57:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=399"><![CDATA[Deliri su Alì Rashid.]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Gli attacchi ad Alì Rashid (articoli da Il Manifesto).]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="justify"></p><p align="justify"><b><a href="http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/18-Novembre-2004/art38.html&word=Rashid">DELIRI</a></b><br />
<b><a href="http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/18-Novembre-2004/art38.html&word=Rashid">Ultrà filo-Israele contro Ali Rashid</a></b><br />
Venerdì scorso, su Radio 24, programma dedicato alla morte di Arafat,
invitati Carlo Panella, Fiamma Nirenstein, Yasha Reibman, Luisa
Morgantini e Ali Rashid. Argomento delicato, giudizi opposti, dibattito
infuocato. A un certo punto Ali Rashid, primo segretario della
delegazione (ambasciata) palestinese in Italia, ha definito la
Nirenstein, corrispondente de La stampa, che sputava fuoco e fiamme sul
«terrorista» Arafat, «una che diffonde propaganda al soldo di Israele,
che è una colona e i palestinesi combattono con le armi contro i coloni
che vivono sulle loro terre». Panella, giornalista de il Foglio, si è
molto indignato ed è cavallerescamente insorto a difesa della sua
sodale. Ma l'ostinato Ali Rashid non solo non si è scusato con Fiamma
ma ha ribadito che lei e anche Carlo sono «parte del grande apparato di
propaganda che Israele ha messo in piedi con il compito di attaccare i
palestinesi e in particolare Arafat».<br />
Apriti cielo. Il giorno dopo il sito degli ultrà filo-Israele che si
chiama proditoriamente «informazione corretta» ha cominciato a sparare
a zero su Ali Rashid, chiedendo l'intervento del parlamento e del
governo (e Ciampi no?) e invitando i suoi lettori a «rivolgersi alla
Farnesina» per esigere di spogliare questo «pseudo-diplomatico
rappresentante di un'organizzazione terroristica» della sua immunità e
cacciarlo dall'Italia.<br />
Colpevole del reato di aver detto, magari in modo un po' brutale,
alcune cose ovvie. Primo che Fiamma, un'ex di Potere operaio, e Carlo,
un ex di Lotta continua (talmente immedesimato, qualche anno fa, da
essere noto nell'ambiente come «l'ayatollah Panella»), sono «dei
propagandisti» della causa israeliana - basta leggere quello che
scrivono e ascoltare quello che dicono -, secondo che Fiamma è, a
rigore, una colona in quanto abita a Ghilo. Che è una colonia
israeliana costruita nella parte orientale di Gerusalemme, verso
Betlemme, sulle terre che prima appartenevano al villaggio palestinese
di Beit Jala.<br />
L'iniziativa degli ultrà sarebbe da ridere - come è da ridere la
lettura della loro «informazione (s)corretta» su Israele se non fosse
che coi loro deliri alimentano incessantemente una vera e propria
caccia alle streghe contro chiunque non sia cieco e sordo. E
propagandista.</p><div align="justify"></div><b><a href="http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/20-Novembre-2004/art69.html&word=Rashid">ALI RASHID</a></b><br /><b><a href="http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/20-Novembre-2004/art69.html&word=Rashid">Attacco grottesco</a></b><br /><b><a href="http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/20-Novembre-2004/art69.html&word=Rashid">* * *</a></b><br /><p align="justify">L'attacco ad Ali Rashid, definito ambasciatore dell'odio, con la richiesta di espulsione dall'Italia al Ministero degli Esteri, confinano con il grottesco. Conosciamo da molti anni e collaboriamo con Ali Rashid, lo abbiamo spesso avuto nei Congressi nazionali della Fiom dove è sempre riuscito a rappresentare con grande capacità ed equilibrio politico la tragica situazione in cui è costretto a vivere il popolo palestinese. Un popo che è privato, dalla distruttiva politica del governo e dell'esercito israeliano, contro ogni norma di diritto internazionale, non solo del suo legittimo diritto ad avere uno Stato nazionale indipendente, accanto a quello di Israele, ma di tutti i fondamentali diritti umani: sociali, economici, civili e politici, del primario diritto a vivere in una pace giusta. In un'epoca di fondamentalismi, di cui è espressione anche l'attacco a Ali Rashid, primo segretario della delegazione generale palestinese in Italia, la misura con cui egli è capace di esprimere le ragioni del proprio popolo merita solo rispetto e solidarietà: è quella che vogliamo riconfermargli, insieme all'impegno nella difesa del diritto dei palestinesi ad esistere come popolo con un proprio Stato.<br /><b>*** Fiom Nazionale Ufficio Internazionale </b></p><p align="justify"></p><p align="justify"><b></b></p> 

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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Wed, 24 Nov 2004 17:35:00 +0100</pubDate>
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   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Why I love Palestine.]]></title>
       <description><![CDATA[<font face="Arial" color="#003366"><p align="center"><br /><a href="http://www.pcwfund.org/contestaward/contestaward.htm"><strong>Drawing/Writing Contest Results</strong></a><strong> </strong></p><p align="center"><strong><font size="2"><i><font face="Arial" color="#990000">Why I love Palestine</font></i></font><font size="2"></font></strong></p><p align="center"><strong><img hspace="0" src="http://www.pcwfund.org/contestaward/artwork/3rd-ayatabuakar.jpg" border="0" /></strong></p><p align="justify"><br />Questo disegno non è il primo classificato, l'ho scelto perchè altamente simbolico e suggestivo.<br />Gli altri disegni si trovano <a href="http://www.pcwfund.org/contestaward/contestaward.htm" target="_blank"><strong>qui</strong></a>.<br /><br /><font size="2"><em>(su segnalazione di </em></font><a href="http://rafahpundits.com/index.html" target="_blank"><font size="2"><em><strong>Rafah Pundits</strong></em></font></a><font size="2"><em>)</em></font></p><p /></font> ]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Sat, 20 Nov 2004 22:25:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=397"><![CDATA[Why I love Palestine.]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Ancora sugli abusi sui cadaveri.]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=39224"><strong>Dall'Unità online</strong></a>:<br /><br />Quelle foto sono un pugno nello stomaco alla coscienza democratica del Paese. Quelle foto sono un jaccuse terribile per Tsahal. La pubblicazione di quelle foto testimonia che Israele ha in sé gli anticorpi per espellere un virus che rischia di minare i suoi valori, la propria etica, il proprio futuro. A mostrare le foto della vergogna è il quotidiano Yediot Ahronot, il più diffuso giornale israeliano. Sono le fotografie di alcuni soldati in posa accanto ai cadaveri di palestinesi uccisi durante lIntifada, come fossero «trofei di guerra». Immediata lindignazione dei vertici militari. «Abbiamo aperto uninchiesta della polizia militare», assicura il capo di stato maggiore, generale Moshe Yaalon, secondo cui si tratta di casi però isolati che non rispecchiano il comportamento generale dei suoi soldati. Ma la tesi «minimizzante» del generale Yaalon non convince la stampa israeliana, la quale, al contrario, ritiene che la situazione sia ben più allarmante e su un sito Internet gestito da soldati congedati è giunta ieri unaltra testimonianza (anonima) relativa ad abusi compiuti sui cadaveri di due militanti palestinesi a Hebron.<br />Sono tre le foto della vergogna. Foto numero uno: nelle dune sabbiose a sud di Gaza, giace il cadavere seminudo di un palestinese appena ucciso. Fra le gambe si notano quattro bombe a mano, che non ha fatto in tempo ad usare. Alla vista della macchina fotografica, uno dei soldati si mette in posa tenendo una gamba sul petto del caduto.<br />Foto numero due: nella valle del Giordano, presso la località di Hamra, un palestinese si è appena fatto saltare in aria, senza provocare vittime. Nella sua testa ormai staccata dal corpo è stata infilata una sigaretta.<br />Foto numero tre: come un animale selvaggio abbattuto durante una partita di caccia, così il cadavere di un palestinese appena ucciso a Gaza viene ripreso mentre è legato sul cofano di una jeep. I soldati hanno spiegato a Yediot Ahronot di aver definito per scherzo quel morto: «Hapy». Si tratta di un vezzeggiativo - spiegano ancora - di «Haf mi-pesha», che in ebraico significa «innocente». Al momento delluccisione, «Hapy» era disarmato e non rappresentava un pericolo. Quelle foto scuotono il mondo della politica israeliano. «È lennesimo campanello dallarme di una crisi morale che è penetrata dentro Tsahal», dice a lUnità Yossi Sarid, parlamentare alla Knesset e leader storico della sinistra sionista. «Quelle foto danno il senso di ciò di devastante che loccupazione dei Territori e loppressione esercitata contro il popolo palestinese ha provocato in noi», gli fa eco Shulamit Aloni, già ministra nei governi laburisti, una delle fondatrici di «Peace Now», il movimento pacifista israeliano. In unintervista alla radio militare il generale Yaalon ha detto di essere rimasto scosso da quelle immagini: «Si tratta - ha notato - di atti terribili, abbiamo già avviato unindagine della polizia militare, i responsabili saranno puniti».<br />«Altro che erbacce o casi isolati. In questi episodi sono coinvolti il meglio dei nostri giovani», polemizza Ziv Maavari, un ufficiale della riserva. Alcuni mesi fa Maavari, assieme con un gruppo di ex commilitoni, hanno organizzato una mostra fotografica con le immagini da loro riprese durante il servizio militare a Hebron (Cisgiordania). Le loro angherie quotidiane, le loro prevaricazioni piccole e grandi, sono venute così alla luce assieme con il loro senso postumo di rimorso. «Rompiamo il silenzio»: questo è il nome del gruppo di Maavari che ha attivato un sito Internet. Ieri vi compare una nuova testimonianza (anonima) in cui si descrive luccisione di due palestinesi a Hebron. Secondo questo testo - non controllabile - tre soldati si misero in posa con due cadaveri (sollevati da terra), pretendendo di essere unallegra comitiva. «A volte uccidere il nemico non è la cosa peggiore che li posa capitare. A volte, può succedergli anche di peggio», annota il membro di «Rompiamo il silenzio» che riferisce lepisodio.</p>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Sat, 20 Nov 2004 10:59:00 +0100</pubDate>
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       <source url="http://paceinmedioriente.iobloggo.com/archive.php?eid=396"><![CDATA[Ancora sugli abusi sui cadaveri.]]></source>
   </item>
   <item>
       <title><![CDATA[Ya'alon orders probe of claims soldiers abused bodies.]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="justify"><strong><br />Ya'alon orders probe of claims soldiers abused bodies</strong>  <br /><a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/503849.html" target="_blank"><strong>By Haaretz Service</strong></a></p><p align="justify">Israel Defense Forces Chief of Staff Lieutenant General Moshe Ya'alon ordered Military Police on Friday to investigate claims that soldiers abused the bodies of dead Palestinians and took photographs with them.<br />Ya'alon first responded publicly to the claims, which came to light in an investigation conducted by the Hebrew daily Yedioth Ahronoth, on Friday.<br />Ya'alon said he condemns such behavior and added that the IDF's ethical strength is no less important than its military strength.<br />The newspaper's investigation of the phenomenon includes numerous accounts of IDF soldiers who photographed the bodies of Palestinians or who were themselves photographed with bodies.<br />One account, provided by a soldier serving in the Nahal Haharedi battalion, told of the abuse of the remains of a suicide bomber who blew himself up at the unit's Hamra checkpoint in the Jordan Valley.<br />Soldiers from the unit positioned the bomber's head on a concrete barrier and placed a cigarette in his mouth before taking photographs.<br />Labor MK Ophir Pines-Paz submitted an urgent motion to the Knesset concerning the abuse of dead bodies by IDF soldiers.<br />According to Pines-Paz, the soldiers' actions &quot;testify to a moral imperviousness and there must be action taken to prevent this from recurring.&quot;</p>]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6989'>Israele - Palestina</category>
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       <pubDate>Fri, 19 Nov 2004 18:00:00 +0100</pubDate>
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       <title><![CDATA[Gli aubusi di Tsahal.]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="justify"><br />Da <a href="http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/esteri/moriente12/esercisrl/esercisrl.html" target="_blank"><strong>Repubblica</strong></a> online:<br /><br /><!--StartFragment --> &quot;Abusi e torture ai danni di cadaveri palestinesi&quot;. &quot;Foto che testimoniano gravissimi comportamenti da parte di alcune unità dell'esercito&quot; dice Yedioth Ahronoth. Unità scelte di combattimento: tra le più scatenate, una di quelle composte da volontari ultraortodossi. Le foto testimoniano &quot;alcune derive&quot; di ciò che è avvenuto nei Territori: le hanno consegnate al giornale alcuni militari &quot;disgustati&quot; dal comportamento dei loro commilitoni. Lo stesso meccanismo che fece conoscere al mondo le torture americane della prigione di Abu Ghraib in Iraq.</p><p align="justify">(<a href="http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/esteri/moriente12/esercisrl/esercisrl.html" target="_blank"><strong>segue</strong></a>)</p>]]></description>
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       <pubDate>Fri, 19 Nov 2004 17:58:00 +0100</pubDate>
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       <title><![CDATA[La leva dei refusenik.]]></title>
       <description><![CDATA[<p align="justify">Domani online su <strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/" target="_blank">Il Manifesto</a></strong>:<br /><br /><strong>La leva dei refusenik <br />«La spada e l'ulivo» di Martin van Creveld per Carocci</strong></p><p align="justify"><em>Dal 1948 a oggi, la storia dell'esercito israeliano ricostruita attraverso l'analisi di tutti i conflitti che lo stato d'Israele ha combattutto con i suoi vicini-nemici mediorientali</em></p><p align="justify">MICHELANGELO COCCO<br />Un giovane comandante di plotone striscia nella sabbia. Ferito, si ritira assieme agli uomini del suo reparto mentre sulle loro teste sibilano i proiettili sparati da palestinesi e giordani.</p><p align="justify" /><hr /><p /><p /><p><a href="http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet?page=32&init=first&site=carocci&act=scheda&cod=2845"><img hspace="0" src="http://web.tiscali.it/reteartesp/Spada%20e%20ulivo.JPG" border="0" /></a></p><p align="justify"><a href="http://www.carocci.it/carocci/servlet/LoadPageNet;jsessionid=FA3BD14685AD1B48621BF650ED4C2930?page=32&init=sec&act=skAutore&autore=3067"><strong>Martin VAN CREVELD</strong></a>    <br />    <br /><strong>La spada e l'ulivo </strong></p><p align="justify"><strong>Storia dell'esercito israeliano</strong> <br />Più che in ogni altro Stato moderno, fin dall´era pionieristica dei primi insediamenti, la storia di Israele è strettamente intrecciata alla storia delle sue forze di difesa. Ripercorrerne la sua storia militare significa allora ricostruire anche la storia politica e sociale di un popolo: dall´emigrazione in Palestina per sfuggire ai pogrom dell´Europa orientale all´immane tragedia dell´Olocausto, fino al confronto con la terribile minaccia dell´invasione araba. È nella nuova Palestina che nasce l´ideale del &quot;nuovo&quot; ebreo, colono e pioniere dei kibbutz, ma insieme guerriero pronto a difendere i nuovi insediamenti e la sopravvivenza della Erets Yisrael, duplice ideale simboleggiato dall´emblema stesso delle forze israeliane di difesa: la spada intorno a cui s´intreccia un ramoscello d´ulivo. Scritta da uno dei più autorevoli storici militari, La spada e l´ulivo non costituisce soltanto la prima storia completa dell´esercito israeliano dalle origini ai nostri giorni, ma soprattutto è un volume critico e imparziale, di grande utilità anche nella comprensione di una vicenda complessa come la questione palestinese.<br />    <br /><font size="2">2004  pp. 544  <br />Euro 24.50   <br />Cod ISBN 88-430-3026-4</font> <br /> </p> ]]></description>
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          <category domain='http://www.iobloggo.com/archive.php?blogid=2698&amp;cid=6988'>REFUSENIKS</category>
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       <pubDate>Tue, 16 Nov 2004 21:49:00 +0100</pubDate>
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